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Amare e Odiare le Cinque Terre

Aggiornato il: mar 13

Con la denominazione Cinque Terre si intende comunemente il frastagliato ed impervio tratto di costa della riviera ligure di levante situato interamente nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero, nel quale si trovano i cinque borghi costieri che da ovest verso est rispondono al nome di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Su istanza della provincia della Spezia, le Cinque Terre, insieme a Porto Venere ed alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, sono state inserite nel 1997 tra i Patrimoni dell'umanità dall'Unesco. L'anno successivo il Ministero dell'Ambiente ha istituito per decreto l'Area marina protetta Cinque Terre per la protezione ambientale, la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche, per la divulgazione e promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza naturalistico-paesaggistica dell'area. Nel dicembre del 1999 è stato inoltre istituito il Parco Nazionale delle Cinque Terre per la conservazione degli equilibri ecologici, la tutela del paesaggio, la salvaguardia dei valori antropologici del luogo. Le Cinque Terre includono alcuni fra gli scorci paesaggistici considerati più suggestivi della regione ed attirano (da ogni parte del mondo ma in particolare dai paesi anglosassoni) un flusso turistico stimato in tre milioni di presenze annue e non sempre sostenibile. Basti pensare che in comuni come Riomaggiore l'indice di densità turistica tocca le 92 unità per abitante mentre a Monterosso al Mare arriva a toccare addirittura le 129 unità per abitante. Si tratta evidentemente di una situazione che richiede l'adozione di misure straordinarie e la ricerca di formule che salvaguardino il fragile equilibrio paesaggistico e ambientale di un territorio senza pari che è stato, fra le altre cose, rifugio e ispirazione per molti letterati, uno su tutti il Premio Nobel Eugenio Montale al quale è stato dedicato un parco letterario nel paese di Monterosso La sezione relativa alle strutture ricettive è ovviamente quella dove l'aspetto dello sfruttamento commerciale traspare in maniera preponderante, tuttavia il criterio del portale appare sobriamente espositivo ed eticamente coerente nel proporre per prime quelle strutture virtuose che, anche in virtù del recente conferimento del Marchio di Qualità 2.0 - CETS Fase II dell'Ente Parco, partecipano attivamente alla valorizzazione del patrimonio locale, attraverso la proposta di prodotti tipici e rispettano gli standard di sostenibilità ambientale e risparmio idrico ed energetico. Tripadvisor conta l'impressionante cifra di 134'386 entrate complessive per la destinazione Cinque Terre. Va notato che solo 1'673 recensioni si riferiscono al Parco Nazionale delle Cinque Terre. Le definizioni di delle destinazioni proposte da Tripadvisor erano in passato spesso vaghe e non necessariamente univoche. Con il rinnovamento della piattaforma si è allora deciso di accorpare tutte quelle voci che si riferiscono ad una macro-area come in questo caso. Altre recensioni possono riguardare un borgo in particolare come Vernazza o Monterosso al Mare, o ancora il complesso dei sentieri Cinque Terre Trails. È solo sommando tutte queste destinazioni che si raggiunge la cifra complessiva. I giudizi sembrano nel complesso assai positivi. Un 63% giudica il sito eccellente, 20% Molto buono, 8% nelle media. Infine il 5% lo considera scarso e solo il 3% addirittura pessimo. Sono ovviamente valutazioni da prendersi cum grano salis avendo internet il grande merito di dare voce a chiunque ma non essendoci garanzia di particolare attendibilità da parte dei visitatori. Pur dando per scontata la buona fede di chi scrive, resta comunque presente negli osservatori il rischio della proiezione dei propri pregiudizi, bias culturali, parzialità, condizioni particolari e momentanee ecc... Le valutazioni negative si riferiscono quasi invariabilmente alla calca presente nei mesi di luglio e agosto ed alle complicazioni che essa prevedibilmente comporta. La presenza di una domanda così sovradimensionata sembra riflettersi pesantemente anche in una esacerbata esosità degli esercenti del luogo. Tra le richieste giudicate più grette e meno digeribili ai visitatori vengono citati i sovrapprezzi di 0,50€ per il limone sulla frittura di pesce, il canone minimo di 1€ per l'uso di servizi pubblici non sufficientemente puliti ed altri balzelli certamente evitabili che vanno a gravare sul budget di una vacanza dove tutto sembra avere un prezzo, perfino passeggiare per i sentieri che collegano i paesini. Duole riconoscere come comportamenti simili rischino di compromettere nel lungo periodo l'immagine turistica di uno degli angoli più suggestivi della regione. Come prevedibile, anche la scelta di arrivare sul posto in automobile sembra foriera di una prospettiva di vacanza all'insegna della rabbia e della frustrazione così come la compagnia di animali a quattro zampe che, laddove non vengano accettati dalle strutture ricettive, complicano non poco le condizioni di visita di un territorio non certo semplice. Le persone anziane tendono infine a sottolineare la difficoltà di percorrenza dei sentieri e di accesso di alcune strutture che, inerpicate per le tipiche creuze, certamente risultano ostiche a chi non goda di adeguate capacità motorie.

Vernazza vista dal sentiero che proviene da Monterosso


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