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Ha Senso Correre per Perder Peso?

Aggiornato il: mar 13


Esistono diverse possibili risposte a seconda del tempo che vogliamo dedicare alla questione. La risposta breve è... "Sì, certo. Che razza di domande! Anzi faresti bene a chiudere questo articolo e a cominciare subito!" Tuttavia un piccolo approfondimento può essere d'aiuto se vogliamo ottimizzare i nostri sforzi finalizzandoli ad un obiettivo preciso, nel nostro caso un dimagrimento controllato, evitando al nostro organismo inutili stress ed ottenendo risultati non solo apprezzabili nel breve e medio periodo ma anche duraturi e costanti nel tempo.


La letteratura sembra concorde nell'individuare in una attività fisica di intensità medio-bassa la miglior esercizio possibile nell'ottica di perdita di peso. Detta così la questione suona disperatamente vaga. Cerchiamo di essere più precisi: la cosiddetta fat burning zone, si assesterebbe attorno al 60/75% della frequenza cardiaca massima di ciascun individuo, la quale cambia in funzione dell'età e dell'allenamento. Per avere un'idea di quale sia la nostra frequenza cardiaca massima dovremo sottrarre la nostra età in anni a 220. Per esempio la FCMax di un ventenne sara 220-20=200BpM. Quella di un quarantacinquenne sarà 220-45=175BpM. Da questo numero non sarà poi difficile ricavare la fascia di nostro interesse che nel secondo caso sarà 105/131BpM. In questo settore il nostro organismo attinge direttamente alle riserve di adipe per ottenere l'energia di cui necessita rendendoci nel tempo più snelli ed agili. Di norma questo valore di battiti al minuto  si raggiunge con una corsetta appena accennata o con una camminata lungo una leggera pendenza, in ogni caso per tenere d'occhio questo semplice parametro è sufficiente dotarsi di un semplice cardiofrequenzimetro (oggi acquistabile a prezzi sempre più accessibili) La fat-burning zone è dunque il Sacro Graal di tutti i corridori sovrappeso, la zona di massimo risultato a fronte del minimo sbattimento, l'ideale a cui tutti dovremmo tendere, certi di un risultato facile e a portata di mano; tutti d'accordo? Manco per idea!


Là fuori (e per là fuori intendo su internet) è pieno di gente pronta a giurare che la fat burning zone sia un mito, una favola consolatoria da raccontare a chi non ha polpacci di granito e polmoni grandi come mongolfiere. Alcuni fra i più lucidamente critici sostengono che sebbene nella fascia compresa tra i 60% e 75% della frequenza cardiaca massima avvenga effettivamente la massima trasformazione di grassi in energia, ciò sia vero solo dal punto di vista percentuale e che i valori assoluti delle Kilocalorie bruciate restino incomparabili con i risultati di un esercizio svolto a frequenze superiori.


Arriviamo dunque a quel momento in cui non resta che affidarsi allintelligenza del lettore. È evidente che a persone dal diverso grado di allenamento e con esigenze diverse debbano corrispondere programmi di allenamento personalizzati. Se è vero che non si è mai visto un  maratoneta cicciottello è anche vero che l'ultima cosa che vogliamo è stramazzare al suolo nel nostro primo giorno di corsa per poi essere sollevati a fatica da quattro militi della croce rossa. Questo ci porta a considerare altri aspetti dell'allenamento che vedremo nei prossimi post: ascoltare il nostro corpo e lavorare sul metabolismo. Verrà sicuramente il momento in cui ci sfideremo ad ottenere risultati più esaltanti e performance da veri campioni. Per il momento, affidarsi ad un esercizio moderato tenendo un occhio alla fat-burning zone sembrerebbe un'idea niente affatto malvagia se la nostra intenzione è quella di buttare giù un po' di pancetta.

fat burning zones chart



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