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L'Insostenibile Leggerezza dello Smottamento

Aggiornato il: mar 13


In Liguria fra novembre e dicembre si sono vissute settimane di allerta meteo, ci sono state valli e paesi isolati, interruzioni di energia elettrica e fornitura idrica, trombe d’aria, bombe d’acqua, allagamenti, esondazioni, smottamenti e frane. Il territorio stesso sembra franare, proprio come quei 30 metri di viadotto sull'autostrada Torino-Savona. Se gli esponenti delle forze conservatrici mondiali concordano in un negazionismo climatico disgustoso e dissennato (per poi piangere lacrime di coccodrillo, caschetto di plastica e faccia contrita, intervistati dalla tv locale sul luogo dell'emergenza), i fatti bastano invece a convincere anche i più scettici: non è più semplice maltempo ma una vera crisi climatica globale difficilmente reversibile che occorre cominciare a trattare come tale. Proprio l’aumento in frequenza e intensità dei fenomeni meteo estremi è uno dei sintomi più evidenti dei mutamenti climatici che sono causati dall’antropizzazione, sono già in atto e impongono misure di contenimento immediate e urgenti.

I numeri lo provano oltre ogni dubbio. Nel 2018 la concentrazione di CO2 per l’OMS ha raggiunto un nuovo record: 407,8 parti per milione (ppm), contro le 405,5 del 2017. Alla viglia del summit sul clima, l’UNEP ha messo nero su bianco quanto siamo lontani dall’obiettivo dell’Accordo di Parigi: gli attuali impegni assunti dagli Stati non solo non bastano a contenere la febbre del pianeta a +1,5°C ma porteranno a un aumento della temperatura di 3,2°C con effetti devastanti per buona parte del mondo abitato.


Per l’Italia il 2018 è stato l’anno più caldo di sempre e dal rapporto 2019 dell’Osservatorio di Legambiente sull’impatto dei mutamenti climatici emerge che lo scorso anno il Paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati. Il clima è già cambiato e sta presentando il conto. Ora, nella migliore delle ipotesi, ci restano solo una manciata di anni per invertire la rotta.


E' nei territori già fortemente provati ed economicamente semi-depressi come la Liguria che gli effetti degli eventi climatici più violenti lasciano segni più evidenti. I danni nuovi si sommano a quelli passati ed in alcuni casi si rinuncia alla ricostruzione, al ripristino. In Val Bormida l'acqua ha invaso scantinati ed esercizi già chiusi solo per trovare il fango delle esondazioni precedenti. Le frane sulle strade del savonese hanno in molti casi coinvolto i coni, le transenne e il nastro biancorosso dei provvisori rattoppi passati.


A livello globale l'ambientalismo sembra essere spesso un palcoscenico per la messa in luce di personalità ambiziose e ciniche o per l'autocommiserazione priva di proposte realistiche. Se da un lato è impensabile che la Regione risolva il problema autonomamente, sembra mancare una presa di coscenza dell'iurgenza e un impegno concreto a livello nazionale in chiave di messa in atto del drawdown. Le soluzioni dovrebbero interessare diversi ambiti, e prendere in considerazione otto aree: Energia, Alimentazione, Edifici e città, Uso del suolo, Trasporti, Materiali e Anteprime per il futuro. Paul Hawken ambientalista, imprenditore e autore ha intrapreso la missione per dare una risposta concreta al mutamento climatico che sta minacciando la Terra. Project Drawdown è nato dalla collaborazione di ricercatori e scienziati da 22 paesi, supervisionati da un comitato di 120 esperti che hanno valutato scientificamente input, fonti e i calcoli. Il piano si propone come il più completo per invertire il corso del riscaldamento globale e nasce dall’esigenza di colmare il vuoto di una proposta ambientalista che non è stata mai sistematicamente enunciata.





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